KENETA, TRASFORMAZIONE IN UN QUARTIERE INFORMALE

TAV_14I contenuti progettuali possono essere riassunti in interventi puntuali a scala urbana, progetto lineare con si recupera il canale principale, interventi di completamento del tessuto urbano attraverso il riuso delle strutture incomplete ed infine una serie di azioni informali in grado di operare una trasformazione urbana

Il programma urbano è pensato in modo che la sequenza temporale non sia essenziale e ne prerogativa fondamentale per la riuscita o meno dello stesso. Quello che si vuole mettere in luce è la possibilità di immaginare una trasformazione progressiva di un tessuto informale tenendo presente le condizioni di partenza. Risulta perciò che l’accezione di informalità non è una questione a cui porre rimedio attraverso sole politiche di riconoscimento oppure attraverso macro interventi di carattere invasivo, ma piuttosto deve essere considerata in quanto luogo di valutazione e sperimentazione di un approccio entro cui assume un ruolo attivo. Sin dal principio sono state indagate le regole urbane e sociali sulle quali il quartiere si è costituito fin dai primi insediamenti. Queste regole affiancate da progetti di scala urbana permetteranno la trasformazione di Keneta.

 

 

 

 

Contrassegnato da tag ,

EDIFICIO PROGESSIVO

EDIFICIO PROGRESSIVO

Il progetto di maggior impatto è rappresentato da un intervento pubblico che riunisce attorno ad uno spazio centrale funzioni che si sviluppano in varie fasi e che hanno anche il ruolo di aumentare l’importanza del quartiere rispetto al resto della città.

CRONOPROGRAMMA 

Le varie parti si sviluppano in un arco temporale definito dal programma urbano tenendo conto del grado di priorità a cui ogni parte corrisponde in base alle necessità urbane. Risulta importante descrivere come possa avvenire, in un processo progressivo, la realizzazione di uno spazio pubblico in continua evoluzione.

1 Inizialmente lo spazio centrale non è strutturato, ma una area adibita a campo di gioco per attività informali. Questo passaggio individua un’area all’interno del quartiere, che con il tempo diventerà una centralità urbana. In questa fase si realizzeranno le prime strutture di servizio al campo, panchine e magazzino.

2 Con le prime attrezzature,  lo spazio viene articolato e utilizzato maggiormente diventando un punto di riferimento per il quartiere. In questo momento si darà avvio alla realizzazione di un centro sanitario nelle immediate vicinanze del campetto.

3 Le realizzazioni delle costruzioni circostanti porta lo spazio centrale ad assumere sempre maggior rilevanza all’interno di Keneta. In questo fase si daranno avvio alla realizzazione dell’asilo e della biblioteca con cui si avrà una iniziale immagine di quello che l’intervento vorrà essere per il quartiere.

4 La realizzazione degli edifici circostanti porta lo spazio centrale ad assolvere funzioni attinenti agli edifici che lo delimitano. La conclusione della struttura sarà definita dalla realizzazione della copertura dello spazio centrale. Questo centralità non sarà più solo un campo da gioco, ma si trasformerà in una piazza coperta adatta ad ospitare molti eventi con cui si caratterizzerà l’intera trasformazione di Keneta.

La lenta trasformazione di questo spazio pubblico segue attentamente i cambiamenti a cui l’intero quartiere è sottoposto sia a livello urbanistico sia sociale. L’attenzione a questi due elementi costitutivi rende l’operazione flessibile, in grado di modificarsi a seconda delle esigenze che, di volta in volta, si avrà.

Accanto a queste logiche, si pone l’attenzione sull’importanza che questo elemento assume a livello di quartiere, a livello urbano e regionale. A seconda delle fasi, infatti, possiamo notare come durate il processo l’area si trasforma da un “luogo locale” a un punto di riferimento non solo per il quartiere ma per l’intera città. Questa valutazione viene presa in considerazione perché rappresenta l’interesse, che il quartiere di Keneta, assume nelle politiche della città.

 

Contrassegnato da tag ,

MASTERPLAN

 

Masterplan

Masterplan

Il Masterplan concretizza il programma urbano integralmente nelle tre fasi concepite. Il disegno unico permettere di immaginare una trasformazione completa del quartiere ed evidenzia la diversità degli interventi sia nella dimensione che nella forma.

PROGRAMMA URBANO

TAV_11

Il programma prevede una politica di trasformazione che si basa su 3 fasi. In primis si ha la fase della gestione dell’emergenza dopo di ché segue la fase dell’adeguamento dei servizi per concludersi con la governance della città post-informale.

Questo processo avviene attraverso un sintesi di politiche e progetti specifici.I progetti possono essere sintetizzati attraverso 4 sistemi di intervento definirli a seconda della natura degli stessi:

AZIONI INFORMALI

Alcuni progetti possono essere inquadrati nel sistema delle azioni informali grazie alle quali si operano trasformazioni sensibili ma di grande impatto sociale. Fanno parte di queste azioni la raccolta dei rifiuti attraverso un sistema partecipativo, la promozione di campi sportivi informali a basso costo, la nascita di una biblioteca itinerante non ché l’utilizzo di campagne per dipingere parti grige del quartiere e cosi via.

PROGETTO LINEARE

Il recupero del sistema dei canali della bonifica è una prerogativa indispensabile per la trasformazione coerente dell’intero quartiere. Infatti, la nostra attenzione si focalizza proprio nell’individuare un insieme di progetti che possano ridare qualità urbana al canale nonché recuperare un rapporto con l’elemento acqua. Attraverso questo progetto poi verranno sperimentante un insieme di piccole iniziative pubbliche nella promozione di spazi/piazze ad esso annesso.

PROGETTI URBANI

Tenendo presente il grande impatto sulle politiche che il quartiere deve avere nel rapportarsi con la città è inevitabile pensare anche alla possibilità di trasformazioni a scala urbana territoriale che possano dimostrare una volontà di cambiamento del quartiere in un ottica di coinvolgimento di attorni esterni. Questo ruolo viene riservato alle due testate del progetto, quella che si deve relazionare con il tessuto storico e quella che invece deve garantire una presenza delle attività pubbliche da sempre assenti nel quartiere.

PROGETTI PUNTUALI

In questa categoria sono stati inglobati tutti quei micro interventi che, attraverso il recupero di spazi, edifici incompleti e utilizzando il principio dell’autocostruzione, sono in grado di inserirsi nel contesto informale dialogandone con esso le regole di trasformazione.

Tutti questi interventi dovranno essere considerati in termini di fattibilità e priorità nonché essere valutati nelle varie fasi. Questo obiettivo ci permette di individuare quei interventi, che in situazioni contingenti, possono essere realizzati oppure modificati per rendere il processo assolutamente flessibile al variare delle condizioni economiche e sociali. Inoltre ogni progetto/politica/azione è stato analizzato secondo gli aspetti prettamente tecnici in merito:

– raggio d’influenza (urbana-locale)

– iniziativa (pubblica-privata-ppp)

– proprietà (pubblica-privata)

– gestione (pubblica-privata-ppp)

Questa operazione ha come scopo l’individuazione delle responsabilità in tutte le diverse fasi per un ottimizzazione delle risorse economiche, gestionali ed umane messe in campo.

Contrassegnato da tag , , , ,

ANALISI INFORMALI

TAV_10

A Keneta sono presenti una serie di potenzialità che possono essere sfruttate per una migliore integrazione con le politiche atte allo sviluppo del quartiere. Ma non possono essere sottovalutati i problemi dello stato attuale che persistono a cui bisogna porre immediato.

Processi di autocostruzione

Spesso i processi di informalità hanno come caratteristica l’autocostruzione dei manufatti edilizi con tecniche tramandate e materiali a disposizione del luogo. Anche a Keneta la totalità delle strutture abitative è realizzata dalla popolazione, senza sicure capacità tecniche e conoscenze specifiche.

Pratiche agricole

L’agricoltura è un’attività presente a Keneta, in forma di piccoli orti privati, all’interno delle proprietà. Essa è importante perché la coltivazione di piccole colture contribuisce al sostentamento alimentare delle famiglie. Le piantagioni presenti sono quelle della tradizione mediterranea facilmente ottenibili in piccoli orti, visto che le caratteristiche del suolo non permettono di ottenere una grande quantità e qualità dei prodotti.

Raccolta e gestione dei rifiuti

Il sistema della raccolta e gestione dei rifiuti non esiste, sia per una chiara mancanza di una politica, sia per la scarsa collaborazione e attenzione della popolazione. Infatti molte zone ed in particolare alcuni elementi importanti del quartiere come i canali, sono luogo di deposito di rifiuti sia organici che inorganici. Tutto questo porta spesso al verificarsi di piccoli roghi, considerati come unica soluzione all’eliminazione dei rifiuti, ma che invece contribuiscono all’aumento del grado di inquinamento del quartiere.

Sistema della bonifica

L’elevato inquinamento dei canali rappresenta un grave problema. Le cause di questa situazione si posso ricondurre alla mancanza di una raccolta dei rifiuti e di una rete fognaria, che porta i canali a diventare delle discariche a cielo aperto di qualsiasi tipo di spazzatura. Inoltre, si è ridotta l’efficacia del sistema di drenaggio a causa della chiusura di molti canali della bonifica che porta l’acqua a ristagnare invece di defluire e che aumenta il rischio di importanti allagamenti nei periodi di forti precipitazioni.

Edifici incompleti

La principale e unica tipologia edilizia presente a Keneta è la casa unifamiliare pluripiano con relativi spazi di pertinenza all’interno di un lotto delimitato. Essa è presente in ‘svariate’ forme, essendo la struttura portante formata dal sistema travi-pilastri in c.a., i proprietari sono liberi nella composizione degli spazi. Inoltre, si notano molti edifici incompleti o semi-incompleti all’interno del quartiere, questo per diversi motivi:
– problemi di tipo economico, le famiglie non hanno le risorse per completare le strutture;
– problemi di tipo ambientale, i pochi piani seminterrati realizzati sono soggetti ad all’allagamento in caso di forti piogge;
– per situazioni future, in cui un piano dell’edificio sarà destinato hai figli o ad un’attività economica.

ANALISI: le strutture più incomplete vengono ancora costruite perché permettono a chi le edifica di occupare il suolo interessato in modo da potersi attribuire diritti sullo stesso denunciando poi la costruzione al comune.
UTENTI: la caratteristica di incompletezza permette ai proprietari la più ampia decisione sulla composizione morfologica e funzionale, di conseguenza varia anche il tipo di utilizzatori finali.
PROBLEMATICHE: occupazione di suolo libero mediante elementi senza funzione; tutte le dimensioni sono frutto dell’autocostruzione, senza parametri standardizzati.
POTENZIALITA’: le strutture hanno la capacità di accogliere potenziali elementi temporanei, magari di carattere pubblico previo accordo con i proprietari, senza colonizzare nuove parti di territorio.

Contrassegnato da tag , , , , ,

ANALISI FORMALE

TAV_09

L’obiettivo dell’analisi qui proposta è di conoscere le circostanze dello sviluppo del tessuto urbano nonché il rapporto tra lo spazio pubblico e quello privato. Inoltre possiamo notare come le dotazioni pubbliche sono scarse e concentrate nell’area delle due scuole.

STATO DI FATTO

Quest’analisi è orientata a dimostrare lo stato di fatto d’area mettendo in risalto gli aspetti negativi e individuando le potenzialità da mettere in luce.
La prima osservazione riguarda l’edificato e la diversa densità che esso presenta. Infatti, si può notare come nelle immediate vicinanze della città abbiamo una densità medio alta con poche possibilità di intervento sul tessuto stesso. Nel momento in cui ci si allontana dalla città si verifica una diminuzione della densità e buone opportunità di inserimento di spazi pubblici. A questa analisi è affiancata anche la ricerca di strutture incomplete e fondazioni (categorie pensate per essere completate e trasformate) oltre ad un attenta osservazione dell’uso dello spazio privato. Infatti, si nota una parcellizzazione del tessuto che coincide con i confini delle proprietà. Questa constatazione obbliga a ragionare solo su piccoli interventi di carattere interstiziale nei suoli ancora da occupare.

CRESCITA URBANA periodo 2006-2012

Nel 2006, lo stato albanese ha istituto un organismo parallelo alla struttura amministrativa, ALUIZNI, con il compito di dare avvio e portare a compimento il processo di legalizzazione delle aree informali del paese. I risultati di questa iniziativa hanno portato al censimento delle proprietà immobili nella zona di Keneta con conseguente redazione della prima mappa del costruito del quartiere. Questo processo aveva anche il compito di porre dei limiti all’iniziativa privata nell’attività edilizia ma come possiamo notare negli anni seguenti il processo non è stato eliminato. Infatti risulta che tra il 2006-2012 ci sia stato un incremento dell’attività edilizia pari al 17,7%. Questo dato è una conseguenza della comparazione tra la cartografia del 2006 e quella del 2012 e non siamo in grado di definire quali strutture risultino abusive e quali invece siano state autorizzate.

Contrassegnato da tag , , ,

KENETA, PANORAMICA

TAV_08La storia dell’occupazione dell’ex palude Keneta la rende per alcuni aspetti assimilabile ad altri quartieri informali del mondo, mentre per altri se ne discosta decisamente. La tavola prova a dare una definizione di informalità propria di Keneta, confrontandola alcuni casi.

IDENTITA

Keneta è un quartiere informale sviluppatosi negli ultimi 22 anni nella periferia di Durres. L’origine va ricercata nella concomitanza di diversi aspetti: da un lato terreni  in via di bonifica ed una incertezza legislativa riguardo la definizione ed il controllo del diritto di proprietà, dall’altra la necessità abitativa della popolazione emigrata verso la città.Il periodo di transizione è stato caratterizzato da indecisione politica, depotenziamento delle autorità e del controllo amministrativo, mancanza di strumentazione urbanistica ed una dilagante corruzione; in questa situazione, dove il concetto di proprietà pubblica sparisce e quello della proprietà privata si confonde con l’anarchia, la popolazione si sente autorizzata a “fare da se”. Se durante il regime il concetto dell’abitare sociale era a carico dello stato, ora i nuovi flussi migratori non trovano nessuna condizioni sociale e nessuna autorità in grado di compiere scelte precise riguardo le politiche abitative e di governance del territorio.Nel periodo comunista la proprietà era gestita dal sistema delle “ferma” con cui il regime governava il territorio. Con la caduta della dittatura e l’affacciarsi del sistema liberale, il concetto di proprietà ebbe un periodo di confusione. Con la legge 7051 il neo stato liberista prevedeva la concessione di terreni ai componenti delle “ferma”, in quote definite in base ai componenti della famiglia ( l’uso non era esclusivo e lontano dalla proprietà privata) ad uso esclusivamente agricolo.Nel quartiere  di Keneta l’abusivismo e l’informalità assumono molte sfumature, arrivando a creare un paradosso che abbiamo definito “abusivismo amministrativo”: la cronica incapacità di programmare e la mancanza di volontà di intervenire nelle sempre più vaste aree informali.

Contrassegnato da tag ,

CONNESSIONI URBANE

TAV_07

L’obiettivo è quello di ridefinire il ruolo di Keneta nelle politiche urbane. Il quartiere sarà luogo del prossimo sviluppo della città e per tale motivo ci sembra necessario una sua connessione con il centro. Questo obiettivo si realizza attraverso l’individuazione di un’ asse fisico e funzionale con il centro della città.

Keneta sarà oggetto del futuro sviluppo della città. Qui si individuano le modalità di trasformazione partendo dagli interventi sul quartiere esistente. Il nostro intervento avrà il compito di indicare le linee strategiche in un ottica sia di recupero della quartiere esistente che di definizione delle regole dello sviluppo futuro.

Connessione attraverso:

+ Attività sportive

Nell’asse urbano il ruolo delle attività sportive è fondamentale, sia come strutture aperte che coperte. Nel quartiere invece, si registra un assenza totale di attività sportive. Il nostro obiettivo è realizzare strutture sportive e promuovere quelle informali.

+Edifici pubblici

Il ruolo delle strutture pubbliche è totalmente assente sia come servizi per la comunità che organismi di rappresentanza. I servizi  hanno sia carattere urbano, che di quartiere nel tentativo di riequilibrare la distribuzione delle strutture.

+Piazze

La continuità, in questo caso, viene garantita da due tipologie di spazi pubblici. Il primo è una piazza pubblica coperta, il secondo caso è rappresentato da micro-piazze interstiziali disseminati nel quartiere.

+Parchi

Il sistema del verde urbano è in continua perdita di valore sia nelle dimensioni che nella qualità dei parchi. La nostra proposta è di continuare il percorso urbano attraverso la realizzazione di due spazi verdi urbani.

OBIETTIVO

Uno degli obiettivi da porsi è la possibilità di cambiare i flussi quotidiani che si creano nel rapporto tra la città ed il quartiere di Keneta. Grazie a questa connessione il verso dei flussi dovrebbe cambiare. Keneta avrà la possibilità di diventare attrattiva

 

Contrassegnato da tag , ,

POLITICHE URBANE

TAV_06Obbiettivo della città di Durrës è quello di acquisire un ruolo che le  compete a livello nazionale. Questo può avvenire solo attraverso politiche di trasformazione urbana che tengano in considerazione i sistemi che la compongono. In questo quadro le problematiche dell’ informalità sono un passaggio decisivo per il futuro della città.

Risulta facile immaginare come le “dimensioni del quartiere Keneta” possano rappresentare dal punto di vista politico, in un ottica strategica, il futuro prossimo dello sviluppo della città di Durrës. Le politiche urbane attuali prevedono un’inevitabile occupazione del territorio ex-paludoso visto le condizioni di saturazione del tessuto urbano  esistente.

Tenendo in considerazione questo fattore di trasformazione della città, l’obiettivo è quello di creare le condizioni necessarie per cui la città sia in grado di organizzarsi con il duplice obiettivo di risolvere i cronici problemi derivanti dal passato nonché quelli che comporterà il suo sviluppo futuro. In quest’ottica si sono individuati alcune tematiche decisive che dovranno essere affrontate dal punto di vista strategico attraverso l’individuazione delle problemi,obiettivi e azioni.

KENETA

Il futuro della città è irrimediabilmente legato al destino del quartiere di Këneta. Infatti, gli strumenti urbanistici e le dinamiche economiche indicano l’area come la prossima zona di sviluppo urbano. Il quartiere è per dimensioni, localizzazione, popolazione, possibilità di trasformazione, l’area più vasta della città e dove la stessa pubblica amministrazione ha previsto la futura espansione urbana. In questo contesto ci inseriamo attraverso politiche, azioni e progetti nel tentativo di porre il quartiere nelle condizioni di trasformarsi.

Obiettivi

+ Keneta ha un ruolo prioritario nelle politiche urbane e va perciò considerata come un progetto bandiera.

+ Connessione con il tessuto storico e dell’espansione precedente al 1990

+ Riqualificazione urbana e interventi sulle opere di urbanizzazione

+ Definizione del ruolo del quartiere nelle politiche locali

Azioni

+ Realizzione delle opere di urbanizzazione come stabilito dal piano strutturale comunale
+ Dotazione dei servizi minimi a partire da quello sanitario
+ Realizzazione di strutture di servizio pubblico sia a scala di quartiere che urbana
+ Bonifica e salvaguardia del sistema dei canali
+ Proseguimento dell’asse funzionale urbano attraverso la realizzazione di una sequeza di spazi pubblici e percorsi ciclo-pedonali
+ Intervenire sfruttando le potenzialità delle pratiche di autocstruzione e gestione dello spazio spontanee

Con questa logica si affrontano anche le tematiche urgenti come:

– Il sistema dei Trasporti

– Rete Ecologica

– Politiche Insediative

– Sistema Portuale

 

Contrassegnato da tag ,

SISTEMA URBANO

TAV_05

Durante il periodo della transizione la prima vittima  del sistema liberale è stato indubbiamente il territorio, scenario delle trasformazioni. In questi termini dare una visione al sistema urbanizzato costituisce un passo fondamentale per avviare una trasformazione controllata del sistema antropico e non.

ANALISI

Demografia e Rete sociale

Fin dai primi anni ’90 Tiranë e Durrës hanno subito una forte immigrazione in particolare dal nord del paese, la rapida crescita di popolazione e l’occupazione illegale dei suoli per necessità abitative ha creato una situazione di difficoltà di governo per le municipalità. Questa situazione di sprawl urbano, con attività edificatorie per lo più illegali e abusive costituisce oltreché un grave danno al patrimonio paesaggistico anche un ostacolo per lo sviluppo delle infrastrutture. Un’altra questione legata alla crescita caotica riguarda la “sparizione” di un numero notevole di potenziali aree utili allo sviluppo di servizi pubblici e per lo sviluppo economico. L’accessibilità alle zone rurali della regione non è buona a causa della mancanza di trasporti pubblici mentre le strade sono spesso in pessime condizioni. Il trasporto pubblico è scarso mentre il resto della rete infrastrutturale è in pessime condizioni (acqua potabile, elettricità, rete telefonica) o non esistente (trattamento acque, raccolta dei rifiuti). La popolazione del distretto di Tiranë è cresciuta dell’87% nelle aree urbane e dell’83% nelle aree rurali tra il 1992 ed 1999. Nello stesso periodo, la popolazione urbana del’area del Distretto di Durrës è cresciuta del 39% in aree urbane e 28% in aree rurali. Nelle altre municipalità e villaggi la popolazione è diminuita sensibilmente fin da metà degli anni novanta.

Struttura economica e sviluppo

Lo sviluppo economico nella regione Tiranë-Durrës è in forte espansione sebbene in termini internazionali ancora molto debole. Per quanto concerne la struttura economica, i nuclei industriali esistenti nella zona a nord della regione sono per la maggior parte di produzione alimentare, imprese di costruzioni, e occupate nel settore dei servizi.Va tenuto in considerazione, oltretutto, che il settore informale, ritenuto particolarmente rilevante, non è stato considerato a causa della mancanza di dati.

Trasporti

Nell’area regionale in esame esistono 170 km di strade nazionali, 211 km of strade locali e 172 km di strade urbane, mentre 34 km di nuove strade sono in via di costruzione. In questo momento circolano 50,000 automobili e più di 17,000 veicoli per il trasporto di merci. L’incremento annuale di veicoli nella regione è 2,6 volte maggiore rispetto al resto della nazione con un incremento annuale del 62,6%. La rete ferroviaria regionale consta di 97 km di ferrovie con 6 stazioni. L’aeroporto internazionale di Rinas collega oltre che la regione anche tutto il resto del paese con il resto del mondo.

PROPOSITI

La città Turistica

Ripensare il lungo mare che va da Porto Romano fino a Qarret significa mettersi nelle condizioni di dover avere a che fare con una città che, seppur nella sua eterogeneità, è lunga circa 20 di km. La compresenza di elementi naturali (la collina sopra Durres), paesaggi urbani storici (centro di Durres), emergenze infrastrutturali (porto) ed una struttura turistica “riminese” necessità di ragionamenti che vanno al di là dei confini regionali amministrativi. Questo tratto di costa abbisogna di una visione unica ma con soluzioni ed interventi specifici in base alla natura delle problematiche da risolvere. La proposta più drastica sarebbe quella di creare un ente ad hoc che si occupi della città turistica, senza con ciò depotenziare quelle esistenti.

Area Metropolitana

Tenere in considerazione le realtà urbane minori significa pianificare insieme ad esse la complessità territoriale in cui sono inserite. La mediazione, in merito a specifiche tematiche, tra interessi regionali, rappresentato dalle tre città, e quelli locali, rappresentato dalle piccole realtà permetterà di implementare le soluzioni del piano regionale (maggiore governance) nonchè portarle ad un’attuazione condivisa. Infatti, una delle proposte è quella di creare delle strutture amministrative paragonabili ai “unione di comuni” che possano interagire con le realtà maggiori in merito ad alcune tematiche, come la tutela dell’ambiente, salvaguardia del patrimonio, politiche sociali. Invece alcune campi rimangono di competenza esclusiva delle città maggiori, l’infrastrutture stradali, approvvigionamento energetici ecc., insomma tutte quelle misure che richiedono un economia di scala a livello nazionale ed internazionale.

Sistema dei Trasporti

Uno degli elementi più problematici riscontrati è la mancanza pressoché totale del sistema di trasporto pubblico ferroviario. Questa situazione ci spinge a proporre in primo luogo il ripristino delle stazioni non operative e la manutenzione della rete nonchè la realizzazione di una stazione intermodale nella ex-zona industriale di Durrës. A questo poi si deve aggiungere la realizzazione di una nuova linea Plepa-Tirane da realizzarsi con tecniche all’avanguarda tenendo presente il valore naturalistico in cui si inserisce. Lungo questa linea dovranno essere realizzati due stazioni, Ndroq e Peze, e recuperato la vecchia stazione dell’ex area industriale di Kombinat. Inoltre, nella linea Kavajë-Durrës, si preve la realizzazione di due stazioni, quello di Plepa e Mali i Robit, con funzione stagionale in concomitanza con il flusso turistico estivo.

Contrassegnato da tag ,