spunti n°2 | cues n°2

È interessante notare come sempre di più nelle riflessioni riguardanti il futuro sviluppo delle città, si faccia riferimento al rapporto ambiguo di gerarchia tra le metodologie di pianificazione e l’uso spontaneo del territorio urbano, dove tradizionalmente la prima pratica risolveva (o non risolveva) le problematiche poste dal secondo. Di seguito riportiamo due passaggi interessanti tratti da Area n° 120 di gennaio/febbraio 2012; oggetto in questione è la città di Beirut che pur nelle differenze ci è sembrato avesse analogie con la città di Durrës.

“La mancanza di controllo sulle trasformazioni urbane produce una crescita disordinata e anarchica diffusa su tutto il territorio. Rimane aperta la questione se saranno gli strumenti di pianificazione o le dinamiche spontanee di sviluppo urbano i fattori che assicureranno una qualità urbana soddisfacente e diffusa.”

Beirut, city of cluster di Charbel Maskineh

“Oltre alle aree ereditate dal passato, a Beirut i molti spazi pubblici temporanei non definiti ufficialmente danno un’idea di come i cittadini affrontano i vari problemi di sicurezza, memoria collettiva e territorialismo. In questo quadro si spazia dall’inserimento di fioriere all’interno di un portico fino all’utilizzo di un lotto abbandonato come campo sportivo. Queste rudimentali iniziative che si possono apprezzare in tutta la città sono la prova del bisogno di risposte a un’urgente necessità di spazio pubblico.”

A Short story of Beirut’s public spaces di Christine Mady

It’s interesting to observe that more and more in the discussions regarding the future development of cities, reference is made to the ambiguous relationship between hierarchy of planning methodologies and the spontaneous use of urban land, where traditionally the first practice solved (or not solve) the problems posed by the second. Here are two interesting passages taken from Area No. 120 of January / February 2012; object in question is the city of Beirut that despite the differences we felt it had similarities with the city of Durrës.

“The failure to control the urban transformation has given rise to a disorderly and anarchic growth that is diffused on the entire territory. One question remains open: whether it will be the planning instrument or the spontaneous dynamics of urban development that will eventually prove capable of assuring a satisfactory urban quality.”

Beirut, city of cluster by Charbel Maskineh

“In addition to its inherited public spaces, Beirut’s unlabelled temporary public spaces help determine how various publics deal with issues of security, relocated or vanished sites, collective memory, and territoriality. This includes the minutia of plants on a porch to the use of a vacant lot for sports. These grass roots initiatives throughout the city are evidence of a response to urgent needs.”

A short story of Beirut’s public spaces by Christine Mady

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